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Allenamento Funzionale

l Kettlebell, conosciuto anche come Girya, ha conosciuto la massima notorietà verso la fine del 1800, grazie alla nascita ed allo sviluppo della Cultura Fisica, ed alla crescente notorietà di vari strongmen e lottatori del tempo, che si esibivano nei music-hall di allora. In verità, possiamo trovare attrezzi similari anche in alcune iscrizioni dell’antico egitto, ed in Cina, da oltre 2000 anni, i monaci Shaolin utilizzano delle giare rinforzate e riempite di sabbia per particolari esercizi di tonificazione muscolare. Da sempre questo attrezzo stabilisce la sostanziale differenza tra il semplice sportivo ed il serio praticante: sollevare il kettlebell richiede forza, abilità, destrezza, capacità di presa, coordinazione, stabilizzazione del baricentro rispetto al carico e questo grazie al fatto che il peso è perfettamente decentrato rispetto all’impugnatura. I grandi atleti e sollevatori del passato si sono misurati in gare di sollevamento del kettlebell, non tanto nella forza massimale, ma, soprattutto, nel maggior numero di ripetizioni effettuate con kettlebells di varia pezzatura (A.Saxon si fece addirittura fare 2 kettlebell da 45kg, che chiamava, affettuosamente, i suoi “Bulldogs”…)


L’era moderna

Dall’avvento dei bilanceri e manubri con caricamento a dischi, i kettlebells vennero sempre meno usati, ma nell’impero austro-ungarico, nella Russia, zarista prima e poi sovietica, i kettlebells divennero l’unico attrezzo di allenamento disponibile a livello scolastico e militare. Vennero codificate ben 3 specialità agonistiche : strappo ad 1 braccio(snatch), distensione a 2 braccia (jerk) e slancio a 2 braccia (long cycle), tutte per ripetizioni non stop, da eseguirsi con con Girye da 16, 24 e 32kg, ed intorno all’inizio del ventesimo secolo vennero identificate come specialità di Girevoy sport (sollevamento della Girya).
Lo studio del Girevoy e delle possibili applicazioni pratiche ha coinvolto i nomi più illustri della ricerca sportiva, quali Verkhoschansky, Medvedev, Voropayev e molti altri. Tutti hanno riconosciuto alla versatilità ed alla semplicità di questo attrezzo il merito di poter essere utilizzato in qualsiasi preparazione atletica con l’opportunità di ottenere stimoli allenanti a spettro molto più ampio rispetto al peso classico, permettendo di sviluppare la forza in tutti i suoi aspetti, e di poter far raggiungere e mantenere facilmente un ottimo livello di forma.

Fonte Kettlebell Italia


La Gravis Clava è una clava in metallo, dal peso suddiviso in pezzature da 2,5kg., 5kg., 10kg., sino ai 20, e consente, grazie all’impugnatura di poter essere utilizzata sia ad una che due mani.

Gli esercizi che possono essere effettuati con questo attrezzo, spaziano enormemente, dal genere più balistico, quali swing e mulinelli, ai complessi, quali accosciate in distensione, agli esercizi più settoriali che sfruttano appieno la variazione angolare a seconda dell’impugnatura dell’attrezzo, per arrivare agli esercizi marziali, quali guardia, parate e stoccate, che tendono a riprodurre i movimenti della scherma antica, allo scopo di esercitare una diversa capacità di coodinazione fisica e muscolare.

Lo scopo della Gravis Clava, come per tutti i metodi da me proposti, non si limita al semplice sviluppo muscolare, ma fornisce l’effettiva capacità di aumentare la capacità cardio-vascolare, l’equilibrio, la coordinazione neuro-muscolare e motoria, e la praticità di poter acquisire tutto nell’ambito della stessa seduta d’addestramento, dando l’opportunità di applicare o meno esplosività e velocità agli esercizi, a seconda delle personali capacità.

Gravis Clava non si propone come l’attrezzo con il quale sostituire il kettlebell nei vostri allenamenti, ma, piuttosto, come la sua perfetta integrazione: difatti maneggiare una clava richiede capacità statiche che difficilmente possiamo acquisire con i kettlebell, ma, che, una volta sviluppate, possono sicuramente incrementare la forza generale, e fornire quella “marcia in più”, sicuramente utile, a coloro che intendono avvicinarsi alle competizioni di girevoy, o ghiri-sport.

Fonte Kettlebell Italia


Lo stretching di Wharton


"Stretching Isolato è proprio questo, è isolato. E' fondamentale allungare un muscolo per volta.

Questo è l'errore che fa il giovane che sta seduto sul pavimento della palestra e cerca di toccare

il ginocchio con la fronte. Vuole allungare schiena e gambe contemporaneamente.

In questo modo sta letteralmente contrapponendo un gruppo muscolare all'altro, aumentando

il rischio di infortuni."


Jim Wharton

I Cinque Riti Tibetani


I cinque riti tibetani, conosciuti anche semplicemente come I cinque tibetani, sono una serie di esercizi (secondo alcuni riconducibili allo yoga) che furono divulgati per la prima volta da Peter Kelder nel suo opuscolo "The Eye of Revelation", successivamente ristampato come "Ancient Secret of the Fountain of Youth" e pubblicato in lingua italiana dalle Edizioni Mediterranee come "I cinque tibetani".

L'autore
Poco è dato sapere della figura di Peter Kelder: sappiamo che è cresciuto negli Stati Uniti centro-occidentali in seno a una famiglia adottiva olandese e che lasciò il nido domestico ancora adolescente per viaggiare per il mondo. Negli anni '30, quando il libro fu scritto, egli viveva nelle colline attorno a Hollywood, dove lavorava come ricercatore presso gli studi cinematografici. Alcuni hanno anche ipotizzato che Peter Kelder sia uno pseudonimo dietro il quale si celi un'autrice donna.

Il libro
L'opuscolo di 32 pagine in cui Peter Kelder divulgò i cinque riti fu stampato per la prima volta nel 1939 con il titolo "The Eye of Revelation". In esso Kelder racconta di essere venuto a conoscenza dei riti da un colonnello in pensione dell'esercito britannico, il quale avrebbe scoperto un misterioso e remoto monastero nella regione himalayana i cui monaci erano a conoscenza del segreto della "fonte dell'eterna giovinezza". Il segreto consisterebbe nella pratica quotidiana di cinque esercizi (detti "riti"), i quali vengono descritti nel libro insieme ad alcuni altri brevi insegnamenti circa l'alimentazione e lo stile di vita. Dopo un paio di ristampe il libretto cadde nell'oblio, per essere poi riportato in grande voga a partire dalla metà degli anni '80, prima nei paesi di lingua inglese e tedesca, quindi anche in Italia e negli altri paesi occidentali. Oggi si calcola che "I cinque tibetani" abbia venduto oltre 5 milioni di copie nei paesi di lingua tedesca e oltre 2 milioni in quelli anglofoni. Nel catalogo delle Edizioni Mediterranee, che ne pubblicano l'edizione in lingua italiana, costituisce il titolo più venduto.

I benefici dei cinque riti
Nel racconto di Kelder il soggiorno nel misterioso monastero tibetano aveva letteralmente trasformato il colonnello da un signore anziano, curvo e quasi calvo, in un uomo sano e forte dall'aspetto di un quarantenne. I cinque riti si propongono infatti, attraverso l'armonizzazione dei sette chakra principali, come un mezzo efficace per raggiungere non solo la piena salute fisica, ma anche un vero e proprio ringiovanimento, sia a livello di energia che di aspetto fisico. Le varie edizioni del libro riportano anche in appendice lettere di testimonianza da parte dei lettori che hanno messo in pratica i riti, i quali affermano di aver ottenuto da essi innumerevoli benefici, dalla ricrescita dei capelli al miglioramento di vista, memoria, potenza sessuale, elasticità, energia in generale.

Fonte Wikipedia, l'enciclopedia libera.


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